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Spese Box auto: come indicarle in dichiarazione dei redditi 2020

22 Luglio 2020 in Notizie Fiscali

Ai sensi della lett. d) dell’art. 16, comma 1 del TUIR, per la realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune, è possibile beneficiare della detrazione IRPEF prevista per gli interventi di recupero edilizio.

È possibile fruire dell’agevolazione per gli interventi relativi alla realizzazione di:

  • autorimesse, o
  • posti auto

pertinenziali a unità immobiliari residenziali, anche a proprietà comune (condominiale).

Condizione essenziale per usufruire dell’agevolazione è la sussistenza del vincolo pertinenziale tra l’abitazione e il box.

La detrazione compete esclusivamente con riferimento alle spese sostenute per la realizzazione delle autorimesse pertinenziali. 

Il principio vale tanto nel caso in cui il contribuente costruisca (in economia o tramite appalto a terzi) le autorimesse, quanto nel caso in cui le acquisti da cooperative o imprese edilizie. In quest'ultimo caso, le spese di realizzazione devono essere comprovate da apposita attestazione rilasciata dal venditore.

Le spese afferenti la realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali ammesse al beneficio, di cui il venditore dell'autorimessa deve tenere conto in sede di predisposizione dell'attestazione da rilasciare al soggetto IRPEF acquirente, possono essere quelle sostenute per:

  • la progettazione;
  • l'esecuzione dei lavori;
  • l'eventuale relazione di conformità degli stessi alle vigenti leggi;
  • le prestazioni professionali richieste dal tipo di intervento;
  • l'IVA, l'imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, per le autorizzazioni, per le denunce di inizio lavori;
  • gli oneri di urbanizzazione;
  • la tassa per l'occupazione del suolo pubblico (TOSAP).

Come noto, l’art. 1, comma 3 del DM 41/98 dispone che i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale, dal quale risulti:

  • la causale del versamento;
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • il numero di partita IVA o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è effettuato il bonifico.

La C.M. n. 43/E del 2016 ha precisato tuttavia che nel caso in cui il pagamento per l'acquisto del box auto non sia stato disposto mediante bonifico, il contribuente può ugualmente fruire della detrazione a condizione che:

  • nell'atto notarile siano riportate le somme ricevute dall'impresa che ha ceduto il box pertinenziale;
  • ottenga dal venditore, oltre alla certificazione sul costo di realizzo del box, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio con cui attesta che i corrispettivi accreditati a suo favore sono stati inclusi nella contabilità dell'impresa.

Tali spese devono essere indicate nella sezione III-A del quadro RP (quadro E del modello 730/2020):

Per tali interventi sarà necessario indicare nella dichiarazione dei redditi nella Sezione III-B:

  • i dati catastali identificativi dell'immobile. In caso di lavori eseguiti sulle parti comuni condominiali, in luogo dei dati catastali occorre invece barrare la casella che attesta appunto i lavori in "Condominio".
  • se l'intervento è effettuato dal detentore dell'immobile, gli estremi di registrazione dell'atto che gli conferisce titolo alla detenzione (ad esempio, contratto di locazione);
  • gli altri dati richiesti ai fini del controllo della detrazione.

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